I migliori guanti ignifughi per barbecue e stufa a legna

I migliori guanti ignifughi per barbecue e stufa a legna

Sappiamo bene quanto è rilassante accendere il fuoco per il barbecue, per il camino o per la stufa a legna ma per godersi appieno la brace o il caldo del camino, bisogna prendere delle accortezze precauzionali.

Tra gli accessori che non devono assolutamente mancare troviamo i guanti ignifughi, ovvero dei guanti studiati appositamente per evitare che si brucino a contatto con la carbonella o il fuoco e che evitino di provocare ustioni a chi si cimenta in queste attività.

Uno degli errori più frequenti è quello di usare i guanti da forno o stracci o canovacci  per toccare la griglia o maneggiare i ciocchi di legno ma è facile immaginare quanto possano durare con questo uso. Senza considerare il rischio di bruciarsi.

Ma perché usare i guanti ignifughi? Semplice, sono stati studiati per rendere le azioni più facili e sicure. Il loro materiale non prenderà fuoco e si potrà gestire con maggiore libertà la posizione della griglia o del legno. Con un guanto ignifugo, per esempio, si può prendere con le mani la griglia infuocata e spostarla senza farsi male e anche senza rovinare minimamente il guanto.

I migliori guanti ignifughi per barbecue

I guanti ignifughi per barbecue sono realizzati con materiali esterni che resistono a temperature anche di 800 gradi mentre l’interno può essere foderato da morbidi tessuti che proteggono le mani.

I materiali che vengono generalmente impiegati per l’esterno sono il silicone, l’Aramid che è il tessuto che si vede sugli indumenti dei vigili del fuoco o anche la pelle. La maggior parte dei guanti ignifughi possono essere lavati anche in lavastoviglie, il che li rende davvero facili da pulire.

Sulla parte esterna, soprattutto nel caso di guanti in silicone o Aramid, si trova quasi sempre una parte antiscivolo che consente una migliore presa. Un buon paio di guanti ignifughi è quello che ha il braccialetto lungo che protegge anche una parte del braccio.

I guanti ignifughi sono degli ottimi alleati per grigliare. A prima vista possono sembrare non indispensabili ma, una volta provati, si capisce che non si può fare a meno di utilizzarli. Essendo una recensione, vi consigliamo assolutamente i Vinsic e i BBQ Inkbird che sono i modelli più venduti online, con un prezzo molto basso e un’ottima qualità.

I migliori guanti per stufa a legna e camino

I guanti per camino devono isolare bene dal calore e proteggere sia la mano che buona parte del braccio. Anche questi guanti per stufa a legna, come quelli per barbecue, sono realizzati in vari materiali testati sul calore e sulla fiamma e che resistono a temperature davvero elevate. I guanti ignifughi per stufa a legna sono studiati per adattarsi alle mani sia degli uomini che delle donne rendendoli molto confortevoli. Possono essere lavati in lavastoviglie o in lavatrice in base al materiale. Molti dei guanti per camino sono così resistenti da poter sostenere anche il taglio di un coltello.

Come scegliere i migliori guanti ignifughi

La prima cosa da guardare è che siano realizzati con materiali certificati perché qui il risparmio potrebbe essere un vero azzardo. Il costo di guanti certificati è generalmente contenuto pertanto si consiglia sempre di prendere dei buoni guanti ignifughi cosi da proteggere bene mani e braccia e durare nel tempo. Per questo motivo vi consigliamo i LeaSeek perché sono in pelle e raccolgono ottime opinioni da parte degli utilizzatori. Anche gli ShawFly sono ottimi e hanno un prezzo ancora più basso.


I materiali devono essere ignifughi come il silicone, l’Aramid o la pelle e resistere a temperature di almeno 300 gradi e se possibile l’interno deve avere una fodera che permetta una buona traspirazione altrimenti si rischia di sudare troppo e di non usare bene il guanto.

Una parte utile è quella antiscivolo presente sul palmo del guanto soprattutto se si devono usare strumenti ed accessori per girare la carne e questo consente un maggiore controllo dei movimenti.

Per una questione di comodità ma anche di igiene, è meglio acquistare guanti ignifughi che si possono lavare in lavastoviglie o in lavatrice così da garantirne una buona e profonda pulizia.

Come pulire il vetro del camino e della stufa senza danneggiarlo mai

Come pulire il vetro del camino e della stufa senza danneggiarlo

Come pulire il vetro del camino? Questa è una delle domande più frequenti per uno spazzacamino. Quando si pensa all’inverno, l’immagine tradizionale che viene in mente è un bel caminetto acceso che riscalda l’ambiente, creando un’atmosfera calda ed accogliente per riunire la famiglia intorno ad esso. I caminetti moderni, come quelli ad inserto, sebbene abbiano le stesse caratteristiche del tradizionale caminetto, hanno peculiarità strutturali diverse e presentano il vetro temperato, proprie come le stufe a legna.

Questo è dovuto alla necessità di garantire una maggiore efficienza energetica, oltre ad assicurare la massima sicurezza. I camini di nuova generazione sono strumenti meravigliosi di riscaldamento, dotati anche di elementi di alto design, grazie alla presenza proprio del vetro del camino. Questi, oltre ad essere belli da vedere, offrono così anche una sicurezza alle persone, in quanto evitano che le scintille vadano a danneggiare gli oggetti intorno ad esso.

Diventa quindi importante sapere come pulire il vetro del camino, in modo che questo mantenga la sua efficienza energetica ed ovviamente il suo bellissimo aspetto estetico e ornamentale. Una periodica pulizia del vetro del camino infatti evita che nel tempo si formino delle incrostazioni. Queste altrimenti oscurerebbero l’atmosfera che le fiamme scoppiettanti hanno la capacità di creare in casa.

Quali sono i prodotti migliori per la pulizia

Pulire il vetro del camino a inserto con una gli appositi prodotti consente di ottenere la massima lucentezza del vetro, salvaguardando l’effetto scenico e la sicurezza, ad ogni utilizzo del camino o della stufa. Inoltre questi prodotti sono studiati per far sì che i vetri temperati di stufe e camini mantengano inalterate le proprietà a lungo e che non subiscano danni. Diversamente potrebbe rendersi necessaria una sostituzione del vetro stesso che può risultare scomoda e talvolta anche costosa.

Ecco quali sono i migliori prodotti per pulire il vetro del camino.

Guida per pulire il vetro del camino e della stufa senza danneggiarlo

Diavolina SuperVetro

Abbiamo testato questo prodotto della marca leader del settore con molta soddisfazione. Si tratta di uno spray che fa molto bene il proprio dovere, pulendo il vetro in modo impeccabile, senza aggredire le sue proprietà. Dopo averlo spruzzato va lasciato agire per qualche secondo e passando con un panno la superficie del vetro sarà subito splendente. Eccezionale per la sua resa, per chi vuole il meglio con un costo più che abbordabile.

Midor Glass Clean 

Segnaliamo anche questo prodotto, perché il Midor Glass Clean è molto amato per la sua elevatissima qualità prezzo. Rispetto al prodotto di riferimento del settore, visto in precedenza, costa meno e viene venduto in confezione doppia. Le moltissime recensioni assicurano la soddisfazione dei clienti che lo usano. Essendo però un prodotto “di lunga durata”, noi preferiamo la massima qualità del precedente. Più indicato per stufe e camini che hanno ormai alle spalle molti anni di “onorata carriera”.

Fuliggi Stop Rhutten

Segnaliamo infine questo prodotto perché altrettanto amato nel mondo dei prodotti appositi per pulire vetri di stufe e camini. Ha un costo molto contenuto ma può essere acquistato solo a partire da un minimo di tre flaconi. Ne consigliamo l’utilizzo per chi, forse gestendo un locale, fa ampio uso di questi prodotti.

Come pulire il vetro del camino

Una volta acquistato il prodotto giusto per pulire il vetro, la sua applicazione è molto facile. Si tratta di spruzzare il prodotto direttamente sul vetro del camino, lasciare agire per qualche secondo e poi rimuovere con un panno asciutto. Molto importante è utilizzare solo panni asciutti, preferibilmente di cotone, e mai abrasivi. Se volete evitare ogni rischio potete acquistare la spugna pulivetro. Solitamente è sufficiente una sola passata per rendere pulito il vetro, in alcuni casi dove le incrostazioni sono più ostinate è comunque possibile procedere con due o tre passate e il vetro risulterà come nuovo.

Ribadiamo che è fondamentale non usare dei panni in tessuto abrasivo perché si rischia di graffiare irreparabilmente il vetro. Non si tratta solo di una questione estetica ma si danneggerebbe anche la qualità di termodiffusione refrattaria del vetro stesso. Spesso infatti si pensa che il vetro di una stufa o di un camino possa essere pulito con un qualsiasi detergente per vetri ma non è affatto così. Impiegare un prodotto generico può danneggiare il vetro del camino perché questo non ha la stessa composizione chimica di un normale vetro da finestre. Molto importante è inoltre utilizzare solo la migliore diavolina accendifuoco, per evitare di generare ulteriori accumuli di fuliggine.

Infine ricordiamo che l’operazione di pulizia del vetro deve essere svolta sempre a camino spento e a vetro raffreddato, per evitare sbalzi termici che provocherebbero la rottura accidentale.

Perché il vetro del camino si sporca

L’utilizzo del camino, molto intensivo nella stagione invernale, fa sì che inevitabilmente si sporchi il vetro. Purtroppo questo è inevitabile ma si possono adottare delle soluzioni che permettono di pulire il vetro, ripristinandone la sua naturale bellezza, senza rovinarlo. In questo modo sarà possibile avere un camino più pulito a lungo ed evitare che il vetro, nel tempo, si danneggi o si rompa.

Vediamo quali sono le soluzioni più utili:

  • far controllare allo spazzacamino le guarnizioni;
  • bruciare legna ben stagionata;
  • tenere pulita la canna fumaria con la pulizia stagionale.

Le guarnizioni possono essere controllate dallo spazzacamino perché che nel tempo si possono deformare o danneggiare. Al tempo stesso è molto importante usare della legna di qualità, ben stagionata in modo che abbia il giusto grado di umidità (inferiore al 20%). In questo modo durante le combustione non si creeranno dei vapori eccessivi che danno vita a molte più incrostazioni.

Molto importante è prestare una particolare attenzione anche alla canna fumaria perché un tiraggio insufficiente tende a far stagnare i fumi nella parte bassa sporcando ancora di più il vetro del termocamino. Per questo motivo è importantissimo ricorrere sempre alla pulizia stagionale operata da uno spazzacamino professionale.

L’importanza della pulizia periodica della canna fumaria

Come abbiamo detto, evitare che il vetro del camino si sporchi è impossibile ma per dare una maggiore efficienza al camino, e di conseguenza sporcare meno il vetro, si deve programmare la pulizia stagionale della canna fumaria. A seconda dell’utilizzo che si fa del camino, la pulizia della canna fumaria andrebbe fatta almeno una volta all’anno ma se, per esempio, si vive in montagna o in località particolarmente fredde dove il camino viene accesso molto più spesso, andrebbe fatta due volte l’anno. Se vivete nella nostra zona, potete contattarci per interventi di spazzacamino a Parma e Provincia.

Si deve far pulire la canna fumaria solo da esperti che facciano sì che il camino abbia un tiraggio migliore dei fumi di scarico e che siano competenti nel pulire gli strati di fuliggine che si accumulano, creando un composto catramoso che restringe il diametro della canna e lo fa aspirare meno. Un restringimento della canna ed il minor tiraggio causano il deposito di particelle nel focolare e sul vetro del camino rendendolo meno funzionale e sporcando molto di più il vetro del termocamino.

Ecco la recensione definitiva per la scelta dei migliori accendifuoco per stufe e camini

Diavolina, accendifuoco: scegliere il migliore per camini, stufe e barbecue

Sul mercato troviamo moltissimi prodotti accendifuoco per stufe, camini e barbecue. A prima vista può sembrare molto difficile orientarsi nella scelta di questi articoli, vediamo allora di offrire dei consigli utili e pratici per la scelta. Per prima cosa occorre precisare che l’accendifuoco per stufe e camini viene spesso chiamato in gergo “Diavolina“. Questo però non è il suo vero nome ma rappresenta solo il suo produttore più noto e celebre che, come molto spesso accade, ha finito per legare il proprio nome alla storia del prodotto (la stessa cosa è avvenuta per fare un esempio con i tubi innocenti, lo zampirone, con il diesel e con i thermos).

recensione migliore accendifuoco per camini e stufe

Migliore diavolina accendifuoco per stufe e camini

Posto quindi che la Diavolina vera e propria rappresenta solo il venditore più noto della categoria, precisiamo però che si tratta sempre di una scelta valida di grande affidabilità. Optare per il marchio Diavolina significa andare sul sicuro nel ricercare la qualità massima e sul web si trovano comunque prezzi molto interessanti. Tuttavia esistono alternative molto interessanti per qualità prezzo, che permettono di abbinare il risparmio ad un accendifuoco davvero interessante e ben funzionante, il Burner.

L’accendifuoco Burner è infatti molto amato, anche sul web, per i suoi notevoli punti di forza che sono:

  • assenza di cattivi odori;
  • ottima presentazione del prodotto sigillato;
  • prodotto che non sporca le mani;
  • solidità di un prodotto che non si sbriciola tra le mani;
  • facilità d’utilizzo;
  • possibilità di accendere il camino o la stufa con una sola bustina.

Si tratta infatti di un accendifuoco in cubetti davvero interessante, leader del mercato Scandinavo e del Nord Europa. L’accendifuoco Burner è inoltre realizzato con elementi naturali, come l’olio vegetale, ed è quindi biologico. Le recensioni del prodotto mettono inoltre ben in evidenza come una sola bustina permetta di accendere il fuoco, con legna piccola o di medio spessore. La confezione da 500 bustine offre il massimo risparmio. Per chi invece preferisse formati più piccoli esiste anche la variante da 200 bustine, divise in due bellissimi cubi da 100 bustine ciascuno.

Migliore accendifuoco per barbecue

Se per la stufa e il camino è preferibile optare per l’accendifuoco classico in cubetti, il discorso cambia per il barbecue. Per la stufa e il camino infatti l’intervento dello spazzacamino ogni anno che provvedo alla pulizia stagionale è indispensabile e rimuove tutti i residui di sporco residui. Un barbecue ovviamente segue altre logiche e ha la necessità di prevedere l’utilizzo esclusivo di prodotti ecologici che non vadano ad “inquinare” la qualità del cibo che poi vi verrà cucinato.

Accendifuoco ecologico Diavolina recensione per barbecue

In questo caso il nostro preferito è la Diavolina accendifuoco ecologico, che offre un’ottima resa e la certezza della massima affidabilità. Per quanto concerne il prezzo del prodotto occorre considerare che un cubo può durare molto tempo, in quanto il barbecue solitamente viene utilizzato in occasione di grigliate settimanali o sporadiche. Di conseguenza in questo caso vi proponiamo di scegliere solo il meglio.

Per i più naturalisti esiste anche la possibilità di scegliere i tronchetti accendifuoco naturali al 100% con riccioli di legno, in grado di dare un tocco completamente “nature” alla grigliata. Si tratta di un prodotto affidabile e molto bello alla vista ma sicuramente leggermente più caro rispetto al classico cubetto accendifuoco ecologico naturale.

Tirando le somme

In conclusione quindi per la stufa e il camino l’accendifuoco classico a marchio Burner o Diavolina va benissimo. Sarebbe però evitare marchi troppo scadenti che possono risultare non affidabili. Alcuni di questi necessitano di diversi secondi per l’accensione e possono così risultare molto scomodi. Altri accendifuoco di bassa qualità invece tendono ad influire negativamente sull’accumulo di detriti all’interno della canna fumaria.

La parola d’ordine è quindi qualità prezzo, ottenibile con ordini di quantitativi elevati di prodotti validi visti in precedenza. Per il barbecue invece la parola d’ordine resta decisamente naturale ed ecologico, per non rischiare di inquinare i cibi cucinati.

Chi è un fumista? Ecco la descrizione di questo tecnico

Chi è un fumista?

Un fumista è colui che per mestiere si occupa dell’installazione, del montaggio e della pulizia di canne fumarie interne ed esterne. Queste operazioni, talvolta dette anche intubaggi, vengono svolte a Parma e Provincia da Paolo lo Spazzacamino e riguardano sia gli impianti di riscaldamento a legna, sia quelli a pellet. Il fumista è quindi un tecnico specializzato e aggiornato sulle novità del momento, in grado di collocare canne fumarie e stufe in modo altamente professionale.

Tra le operazioni più importanti che vengono svolte da un tubista troviamo:

  • scelta del camino o della stufa più adatti per riscaldare un determinato ambiente;
  • realizzazione di un preventivo gratuito completo e senza impegno;
  • messa a punto di un sistema di riscaldamento a regola d’arte;
  • assistenza post installazione;
  • pulizia periodica della canna fumaria;
  • rimozione di ostruzioni e nidi di calabroni.

Un bravo fumista è in grado di valutare per voi e con voi le soluzioni migliori per il vostro impianto di riscaldamento a legna o pellet, fornendovi anche importanti consigli sull’utilizzo migliore.

Intubaggio di nuove canne fumarie a Parma e Provincia

L’intubaggio di una nuova canna fumaria in acciaio è una soluzione ottimale per risanare, nella massima sicurezza, una vecchia canna fumaria. Questa operazione permette di recuperare così la funzionalità totale di vecchi camini, anche in case molto antiche, come ad esempio quelle che popolano la Val Taro e la Val Ceno in Provincia di Parma.

Questo sistema prevede l’utilizzo di un tubo molto resistente, e in grado di supportare temperature molto elevate, innestato dentro un vecchio camino. Ovviamente per capire se la conformazione del vecchio camino consente di optare per questa soluzione è fondamentale un sopralluogo di uno spazzacamino specializzato di Parma e Provincia. In altri casi invece il tecnico fumista potrebbe consigliare il ricorso ad una canna fumaria esterna.

Sia che si tratti di un inserto, o di una soluzione esterna, lo spazzacamino specializzato potrà anche consigliarvi la soluzione migliore da abbinare alla vostra canna fumaria. Che si tratti di una stufa tradizionale, canalizzata a legna o a pellet o di un inserto, il fumista saprà diligentemente consigliare la stufa o la macchina a riscaldamento ventilato più adatta. Si tratta di soluzioni che hanno un rendimento particolarmente elevato, ovvero che sono in grado di sfruttare al massimo il calore sprigionato dalla combustione della legna o del pallet.

Installazione di stufe a legna

La stufa a legna è uno strumento molto amato dalle famiglie anche a Parma e Provincia. La sua diffusione e la sua storia sono infatti strettamente legate anche alla vita in Appennino. Generalmente le stufe in sono in ghisa, ceramica o in acciaio. Sul mercato esistono moltissimi modelli tra loro differenti, ragion per cui è importante e molto utile avvalersi del consiglio tecnico di un fumista che saprà indicarci la soluzione migliore in base alla superficie da riscaldare. Una stufa può diffondere calore nell’ambiente per irraggiamento o per convenzione, conduzione o per irraggiamento.

  1. L’irraggiamento sta a simboleggiare la trasmissione diretta. Questa avviene con la diffusione di raggi infrarossi, onde elettromagnetiche e frequenze derivanti dalla luce visibile. Per intenderci questo è il metodo tradizionale utilizzato dai classici caminetti a bocca aperta. In media però questo sistema riesce però a diffondere solo il 15% del calore prodotto. Le stufe che utilizzano questo sistema di diffusione hanno un rendimento più alto rispetto ai camini.
  2. Quando una stufa è progettata per diffondere calore a convenzione, tende a riscaldare meno la propria superficie esterna. In questo modo inoltre il calore viene diffuso in modo maggiormente equilibrato anche se questa tipologia tende a creare strati con temperature differenti tra il pavimento e il soffitto.
  3. La diffusione per conduzione avviene invece quando il calore si trasmette da un corpo solido ad un altro. Questa modalità è utilizzata per spostare il calore attraverso fluidi o masse d’aria.

Le stufe a legna sono utilizzate da molti anni per la loro piacevolezza. Sono infatti in grado di sprigionare un calore molto “avvolgente”, di qualità elevata. La diffusione in Appennino delle stufe a legna è poi storicamente collegata con l’ampia disponibilità di legna in queste zone.

Il lavoro del fumista

Installazione di stufe a pellet

Le stufe a pellet al contrario sono un’invenzione molto più moderna e si stanno diffondendo moltissimo sul mercato grazie alla loro particolare comodità d’utilizzo. Il loro funzionamento è tarato sulla combustine di piccoli cilindretti di 6 mm di diametro che vengono prodotti con gli scarti della lavorazione del legno. Le stufe a pellet sono inoltre dotate di una centralina elettronica che ne guidano il funzionamento.

Di conseguenza, a differenza di quanto avviene con le stufe a legna, le stufe a pellet non possono funzionare in assenza di corrente elettrica. Al contrario però hanno il vantaggio di essere programmabili nell’orario di accensione e spegnimento. In una stufa a pellet la pulizia ordinaria è di fondamentale importanza ed è strettamente collegata al corretto funzionamento.  In alcuni casi è possibile procedere anche con un’installazione combinata tra legna e pellet. Ovvero di una stufa che può funzionare sia a legna che a pellet. Anche in questo caso è fondamentale il sopralluogo di un fumista che può stabilire se si tratta della soluzione ideale.